Savona - Un forum di “specialisti” abituati ad affrontare le varie forme del disagio giovanile chiamati a dialogare, spiegare i rischi e le conseguenze dei tipici reati adolescenziali per prevenirne altri. Magistrati, poliziotti, amministratori comunali, politici ed esperti Asl hanno affrontato ieri mattina il “muro” di 300 ragazzi dell’ultimo anno delle scuole superiori savonesi.
Tra i disagi principali - emersi anche dai questionari anonimi distribuiti dall’assessorato alle politiche giovanili del Comune - risultano esserci i timori, le ansie e le aspettative legate al mondo del lavoro. Sono 11 mila, secondo i dati della Provincia, i giovani tra i 16 e i 24 anni alla potenziale ricerca di un lavoro. O meglio in attesa di un lavoro: 4 mila lo hanno trovato nel 2010. La cifra è poi scesa a 3.500 l’anno scorso.
Sono i dati emersi alla conclusione del maxi convegno sul disagio giovanile “Largo ai giovani. Insieme è meglio” promosso dalla Questura al campus universitario di Savona. Ma a stupire ancor di più leggendo i dati forniti dalla dirigente della Provincia Anna Antolini, da decenni esperta di formazione e lavoro, è il fatto che: «Al titolo di studio non corrisponde il tipo di lavoro per cui si è studiato. Due terzi di loro è senza titolo di studio, un terzo ha invece una istruzione professionale». È quanto fotografato dalla Antolini nell’intervento di chiusura ieri mattina del maxi convegno.
Tra i 4.100 giovani che hanno trovato lavoro, soprattutto nel settore del turismo in provincia di Savona, le donne sono risultate essere nel 2010 “solo” 1.870. Una cifra che è ulteriormente scesa l’anno successivo (nel 2011) a 1.540 assunte su un totale complessivo di 3.540 giovani inseriti nel mondo del lavoro con un’assunzione certificata.
Ovvero “registrata” nei vari uffici e canali pubblici dei centri per l’impiego sul territorio, oppure tramite agenzie interinali o semplicemente si tratta di un’assunzione ottenuta per segnalazione e rapporti con amici e vicini di casa. Nel convegno di ieri alla platea di ragazzi delle scuole invitati dalla Questura e dalla Consulta provinciale degli studenti presieduta da Andrea Castellini è stato distribuito un questionario dall’assessorato alle politiche giovanili di Savona composto da 21 domande.
Una parte di esse dedicate al mondo del lavoro in cui la risposta richiesta era “molto” o “poco”. Come: «Dì molto o poco a seconda dell’importanza che attribuisci ai seguenti fattori per trovare lavoro: titolo di studio, stage e tirocini svolti, servizio civile o volontariato, le conoscenze giuste». Anche se i dati non appena stati raccolti e sono in fase di elaborazione, da una prima stima è emerso come le “conoscenze giuste” è stata una risposta a cui viene data “molta importanza” per trovare lavoro. In un’altra raffica di domande sempre con il “molto o poco” veniva chiesto di indicare la voce che rende felice. Ovvero lavoro, soldi, amore, potere, famiglia». Tra i più gettonati il lavoro.
Ritornando ai dati snocciolati dalla Provincia, Anna Antolini indica le preoccupazioni: «Le assunzioni delle donne calano, e soprattutto calano più degli uomini. E soprattutto sono sganciate dal tipo di titolo di studio di cui si è in possesso». Il settore che tira di più è il turismo, soprattutto d’estate, nei mesi di luglio e agosto. Lavori stagionali. In calando il settore manifatturiero, artigianale e l’edilizia. Gli esperti Asl che hanno preso la parola coordinati da Antonio Maria Ferro, direttore del dipartimento di salute mentale hanno ricordato come a livello ligure (dati 2008) il 35% degli studenti adolescenti ha già provato il gioco d’azzardo legato alle macchinette, e il 3,5% ha fatto uso di cocaina.
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