Le rimesse: un capitale da 7,4 miliardi di €
Da Roma e Milano defluisce il maggior importo di rimesse.
I cinesi in Italia mantengono oltre 800milia connazionali in Cina
Gli
stranieri che vivono in Italia hanno fatto defluire nel 2011 7,4
miliardi di euro di rimesse, registrando un aumento del 12,5% rispetto
all’anno precedente. Mediamente ogni straniero in Italia invia nel
proprio paese 1.618 euro all’anno, destinati per lo più in Asia e in
Cina per la precisione. Si stima che i cinesi che risiedono in Italia
riescono a mantenere 800mila connazionali in Patria. Roma, Milano,
Napoli e Prato sono le province da cui defluisce il maggior importo di
rimesse verso l’estero. Questi i risultati principali di uno studio
della Fondazione Leone Moressa (www.fondazioneleonemoressa. org)
che ha analizzato i flussi monetari transitati per i canali di
intermediazione regolare in uscita dall’Italia da parte degli stranieri
che vivono nel nostro paese.
Il volume delle rimesse.
Nel 2011 il flusso monetario in uscita dall’Italia è stato pari a 7,4
miliardi di euro, in aumento rispetto all’anno precedente del 12,5%. In
aumento anche il valore delle rimesse calcolate a livello procapite:
mediamente ciascuno straniero invia nel proprio Paese di origine poco
più di 1.600 euro annui, in aumento rispetto ai 1.552 euro registrati
nel 2010. Per riuscire a quantificare il volume delle rimesse basti
pensare che l’ammontare complessivo del denaro in uscita dall’Italia
equivale allo 0,47% del Pil nazionale: anche in questo caso tale
incidenza è aumentata rispetto allo 0,42% rilevato l’anno precedente.
Destinazione delle rimesse.
L’Asia è il continente maggiormente beneficiario delle rimesse che
escono dall’Italia. Infatti con quasi 4 miliardi di euro, la macroarea
asiatica concentra il 52% di tutti i flussi monetari; della rimanente
parte, il 24,4% rimane all’interno dei confini europei, il 12,1% prende
la via americana e l’11,5% quella africana. Rispetto al 2010 quasi tutte
le destinazioni hanno subito un aumento in termini di rimesse inviate:
il continente asiatico ha ricevuto dagli stranieri in Italia il 23,4% in
più di denaro, le Americhe il 5,2% in più, l’Africa il 3,1% e il
continente europeo l’1,6%.
Tra
tutti i Paesi, la Cina è quello a cui viene inviato il maggior volume
di rimesse con 2,5 miliardi di euro, seguito da Romania (894 milioni di
euro), Filippine (601 milioni di euro) e Marocco (299 milioni di euro).
Le principali nazioni di destinazione mostrano un aumento nell’ultimo
anno, ad eccezione delle Filippine che mostrano un -19,1%. Per la Cina
la variazione si attesta addirittura al +39,7%, per la Romania si tratta
del +3% e per il Marocco il +5,8%. In quanto a rimesse procapite,
ciascun cinese residente in Italia invia in Patria poco più di 12mila
euro a testa, valore più elevato tra tutte le nazionalità. Questo
significa che ogni cinese in Italia “mantiene” 3,9 cinesi in Patria e
che a livello complessivo si tratta di oltre 800mila di cinesi. Con
4.484 euro di rimesse procapite i filippini sostengono una comunità in
patria di 394 mila concittadini, i bengalesi di 629 mila soggetti, i
senegalesi di 348 mila persone.
Il dettaglio provinciale.
Roma è la provincia dalla quale defluisce il maggior volume di rimesse
verso l’estero: si tratta di 2 miliardi di euro, pari a oltre un quarto
di tutte le rimesse che escono dall’Italia. Seguono a ruota Milano,
Napoli e Prato. Per tali province la prima nazionalità di destinazione è
la Cina, ma tra tutte è Prato l’area in cui la quasi totalità delle
rimesse defluisce verso il paese asiatico: il 91% di tutte le rimesse
della provincia. La Romania è invece il primo paese di destinazione
delle rimesse di Torino e Treviso, mentre per le Filippine si tratta di
Bologna (solo per citare le prime città).
«Le rimesse dagli stranieri rappresentano un cruciale fattore di garanzia e di crescita per le economie in via di sviluppo – affermano i ricercatori della Fondazione Leone Moressa -
Occorre considerare il migrante come un soggetto artefice
dell’allocazione efficiente delle risorse nei Paesi più arretrati. Il
riconoscimento nazionale e internazionale della rimessa come vettore di
co-sviluppo ha contribuito nel tempo a ridurre il costo del servizio di
money tranfert, facendo diventare più trasparenti e competitive le
attività dei molteplici operatori che operano in questo settore. E’
anche per questo motivo che, nell’ultimo anno, si è evidenziato un
aumento considerevole del volume delle rimesse. E’ vero d’altro canto
che, guardando all’Italia, i 7,4 miliardi di € mandati all’estero,
prodotti nel territorio nazionale, non sono stati spesi o investiti in
loco. Per poter contare su queste risorse per i consumi interni e per i
processi di investimento, serve che gli immigrati siano nelle condizioni
di costruire un progetto di vita nel nostro Paese, anche attraverso la
realizzazione di un percorso complessivo di integrazione sociale,
economica e lavorativa.
Nessun commento:
Posta un commento